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Conoscere Montemaggiore

Bosco Favara e Bosco Granza

 

LA RISERVA NATURALE ORIENTATA

BOSCO DELLA FAVARA E BOSCO GRANZA

 


 

Per una migliore gestione del patrimonio boschivo esistente e la conservazione delle peculiarità floro-faunistiche, molte zone del territorio siciliano sono state soggette a vincoli e sottoposte alla vigilanza dell’Azienda Forestale Regione Sicilia. Nelle zone a rischio ambientale sono state istituite riserve naturali, quali la Riserva Naturale Orientata Bosco della Favara e Bosco Granza fondamentale bacino di risorse ambientali e importante testimonianza dei boschi di querce che un tempo ricoprivano gran parte della Sicilia. Il  Bosco della Favara e di Granza si è conservato nei secoli, fornendo legna, funghi, frutti del sottobosco, piante officinali, riparo per uomini e animali, pascoli, selvaggina, che hanno rappresentato una risorsa insostituibile per  gli abitanti di un Paese di montagna e che con forme di turismo naturalistico può continuare a fornire risorse alle future generazioni. L’area protetta, istituita con D.A. n. 478 del 25 luglio 1997, si estende su di una superficie di 2.977,50 ettari di cui 1.884,12 ettari in Zona A, destinati a riserva integrale, mentre 1.093,38 ettari in Zona B, destinati a preriserva; la riserva ricade nei Comuni di Aliminusa, Cerda, Sclafani Bagni e Montemaggiore Belsito in Provincia di Palermo, inoltre nell’area è stato individuato un Sito di Importanza Comunitaria ITA020032 “Bosco Granza”.


CARATTERISTICHE TERRITORIALI: Inquadramento geografico e  geologia

I confini della Riserva Naturale sono quelli compresi all’interno delle linee di delimitazione segnate sulla carta topografica I.G.M. in scala 1:25.000, Foglio 259 I S.O., I S.E., II N.O., II N.E.  Ad Est il territorio è sormontato dalle Madonie, a Ovest si estende la valle del Fiume Torto e a nord il massiccio del Monte San Calogero, ulteriore riserva gestita dall’Azienda Foreste. Dal punto di vista geologico, i rilievi più importanti, come Monte Roccellito (1145 m), Cozzo Bomes(1073 m) e Pizzo Conca(1002 m) sono caratterizzati da strati di arenaria, invece l’area boscata è caratterizzata dall’alternanza di strati di arenaria a depositi pelitici a bassa permeabilità. L’area è, quindi, incisa da numerosi corsi d’acqua e ruscelli, che danno vita ad ampie valli strette e sfociano nel Fiume Torto e nell’Imera settentrionale.

                                                                                                                                    Il lago di Bomes


 FISIOGRAFIA DEL TERRITORIO E ANALISI AMBIENTALE

 Si tratta di una zona tipica di un ambiente montano, il cui aspetto bioclimatico è compreso tra le fasce del termo mediterraneo secco e il meso mediterraneo sub – umido.


VEGETAZIONE

La distribuzione delle specie vegetali presenti in un territorio non avviene per caso, ma tende a riunirsi in associazioni vegetali in equilibrio con i fattori edafici, climatici, biotici ed ecologici e con l’eventuale azione antropica.  Le specie caratteristiche della macchia mediterranea come l’Olivastro(Olea europea ssp. Oleaster), le querce caducifoglie (Quercus pubescens ), Frassini (Fraxinus sp.) Aceri (Acer sp.), frammisti ad elementi floristici di flora tropicale relitta del Terziario come Dafne, Edera (Edera helix), Pungitopo (Ruscus aculeatus) comparvero ed aumentarono nel Pliocene.  Le cenosi boschive dell’intera area sono caratterizzate dalla presenza del leccio (Quercus ilex) e popolamenti di querce secolari da sughero (Quercus suber), cui si associano rosacee arboree e arbustive quali Crataegus oxycantha, Pyrus malus, etc; mentre nel Bosco della Favara la roverella (Quercus pubescens) prevale sulle altre querce, associata con ornielli (Fraxinus ornus) e lecci, nel bosco Granza domina la presenza delle sugherete.

I principali tipi vegetazionali possono essere così schematizzati:

  • Estese e continue formazioni a Quercus suber, cui si associa il Quercus pubescens e Quercus ilex
  • Un ricco sottobosco caratterizzato dal prugnolo selvatico (Prunus spinosa), il biancospino comune (Crataegus monogyna), l’asparago (Asparagus acutifolius), il pungitopo (Ruscus aculeatus), etc.
  • Zone di prateria dominate da ampelodesma (Ampelodesmos mauritanicus), ferula comune (Ferula communis) e asfodelo mediterraneo (Asphodelus microcarpus)
  • Diverse forme di crescita  di licheni come: l’Aspicilia intermutans (Lichene crostoso), Ramalina fraxinea (Lichene foglioso), Usnea hirta (Lichene fruticoso), Collema cristatum (Licheni gelatinosi).
  • Orchidaceae quali Orchis italica, Ophrys lutea, Serapias sp.
  • Zone umide come il Lago Bomes, uno stagno temporaneo che subisce forti variazioni di livello idrico nel corso dell’anno, che presenta una vegetazione igrofita ascrivibile alle classi Phragmitetea associata a Typha latifolia e altre specie vegetali fortemente legati alla elevata umidità e adattate a questi ambienti umidi; tra la fauna e microfauna ad essa legata si rinviene il Rospo smeraldino siciliano (Bufo siculus), la raganella mediterranea (Hyla meridionalis), piccoli crostacei e molluschi. L’alternanza di condizioni di sommersione dall’autunno alla primavera e di aridità durante l’estate, sono fattori limitanti che impongono strategie di sopravvivenza per gli organismi che lo popolano; per esempio il crostaceo Chirocephalus diaphanus ha la caratteristica di produrre uova (cisti) in grado di superare la stagione secca, per poi schiudersi non appena ritornano le condizioni ideali di umidità.

FAUNA

La popolazione di mammiferi e l’abbondante avifauna altamente diversificata, componenti così importanti della catena trofica, rendono particolari questi boschi; ciò è dovuto alla presenza di diversi habitat che consentono l’insediamento di numerose specie e sotto specie animali di rilevante interesse faunistico, tra cui alcune endemiche come il codibugnolo di Sicilia (Aegithalus caudatus siculus) un passeriforme insettivoro.Tra i carnivori, sono presenti diverse specie come la Volpe (Vulpes vulpes), la Martora (Martes martes), la donnola (Mustela nivalis); tra i lagomorfi sono presenti la lepre appenninica (Lepus corsicanus) e il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus); il ritrovamento degli aculei nella riserva conferma la presenza dell’Istrice (Hystrix cristata) e le tracce rinvenute sotto le rocce o sul suolo evidenziano la presenza del riccio comune (Erinaceus europaeus) , del mustiolo (Suncus etruscus) oppure del ghiro (Glis glis). Per quanto riguarda l’avifauna, questa è rappresentata da vari ordini; tra i passeriformi sono presenti la ghiandaia (Garrulus glandarius), il corvo (Corvus corax), lo storno nero (Sturnus unicolor), il pettirosso (Erithacus rubecola), il cardellino (Carduelis carduelis), etc; tra i falconiformi sono presenti il gheppio (Falco tinnunculus), la poiana (Buteo buteo), lo sparviere (Accipiter nisus), etc predatori diurni che danno la caccia ai galliformi come la coturnice siciliana (Alectoris greca) e la quaglia comune (Coturnix coturnix); mentre tra i predatori notturni l’ordine degli strigiformi vantano la presenza della Civetta (Athena noctua)  e del Barbagianni (Tyto alba). La popolazione dei rettili annovera tra la famiglia dei Lacertidi, la lucertola campestre (Podarcis sicula) e la lucertola siciliana (Podarcis wagleriana), piccolo sauro endemico della Sicilia. Il Ramarro (lacerta viridis), è la specie di maggiore dimensioni che costituisce senz'altro il più elegante sauro europeo; si segnalano, inoltre, la presenza del saettone del biacco. La tartaruga terrestre autoctona è da considerarsi naturalizzata (Testudo hermanni). La popolazione dei rettili si nutre dei numerosi insetti presenti con diversi ordini, come i Lepidotteri le farfalle,  i Ditteri (mosche e zanzare), gli Imenotteri, le api, le vespe, i bombi; quest’ultimi svolgono un prezioso ruolo nell'impollinazione, mentre le formiche ricoprono un ruolo importante nell'ecosistema del sottobosco, contribuendo alla decomposizione di molte sostanze organiche; i Coleotteri stercorari, apportano un aiuto efficace all'ecosistema terrestre, eliminando lo sterco e attivando il ritorno dell’azoto nel suolo e fertilizzando i terreni.


STRUTTURE RICETTIVE

La riserva è dotata di un accogliente centro visitatori presso le Case di Granza, facilmente raggiungibile da Montemaggiore Belsito. Ad oggi esistono circa 80 Km di rete sentieristica per l’escursionismo, di cui 15 Km con segnaletica, inoltre, l’ente gestore ha in progetto la realizzazione di una sentieristica per disabili.

   Foto e dati forniti dal Dr. Geam Piero Geraci  


 


 

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