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Conoscere Montemaggiore

Chiese e palazzi

 

 Chiese e palazzi

 

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Montemaggiore vanta numerose opere d'arte e architettoniche e tra queste, in particolare, la Basilica di S. Agata, patrona del paese, la suggestiva Chiesa del SS. Crocifisso risalente alla fine del 1600, il Palazzo Saeli, dei primi del 1900, in stile liberty ed il Palazzo del Principe di Baucina, ristrutturato nel 1866 su progetto dell'insigne architetto Ignazio Greco. Il paese è inoltre ricco di numerose altre Chiese, più piccole ma altrettanto preziose. 

 


 

La Basilica  di S. Agata 

 

La Chiesa Madre, in Piazza della Basilica, innalzata al rango di Basilica minore nel 1802 da Mons. Teresi, è intitolata a Sant’Agata, Patrona del paese ed è sede della Parrocchia. La pianta della Chiesa, a croce latina a tre navate, sormontata da una grande cupola, sembra sia stata eretta sui ruderi della prima e più antica chiesetta risalente al 1600 ca. dal marchese Ignazio Migliaccio, proprio in adiacenza alla preesistente chiesa dell’Oratorio. All’esterno della Chiesa Madre si può vedere lo stemma della famiglia Migliaccio con i rami di miglio e la corona di marchese.La Chiesa è stata ristrutturata nel 1979.

 

 

All’interno della Basilica si possono ammirare, in particolare, la tela (XVIII sec.) della Sacra Famiglia con Sant’Anna e San Gioacchino attribuita a Filippo Randazzo, la Madonna con Bambino e San Gaetano da Thiene (pittore ignoto del XVIII sec.), l’Annunciazione (pittore ignoto del XVIII sec.), il quadro della Madonna degli Angeli (XVI sec.), la tela raffigurante il Crocifisso con le Anime Sante del Purgatorio di Vincenzo La Barbera (1628) l’immagine in marmo della Madonna dell’Udienza di scuola gaginesca (1629). Con il quadro della Madonna degli Angeli, così come vuole la tradizione, fu ritrovato anche il prezioso Crocifisso ligneo che recenti studi filologici hanno fatto risalire al periodo rinascimentale. Conservate in un sarcofago marmoreo nel transetto della Chiesa, vi sono le spoglie mortali di Mons. Mercurio Maria Teresi, già Parroco di Montemaggiore suo paese natale ed Arcivescovo di Monreale, di cui è ad oggi in corso il processo di beatificazione.

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

La Chiesa del SS. Crocifisso

 

Consacrata al Santissimo Crocifisso, la Chiesa si trova in Via del Crocifisso ed è ben visibile da Piazza Roma: l'edificio si trova, infatti, accanto alla sede istituzionale del Comune. La Chiesa è a navata unica e venne costruita nel 1676 per volere della principessa Lucrezia Migliaccio, riconoscente al SS.Crocifisso per la miracolosa guarigione da una grave malattia. La cappella preesistente che ospitava l’effigie del Crocifisso ligneo si trova oggi inglobata all’interno della stessa Chiesa. Qui si possono ammirare i magnifici affreschi della volta degli architetti e pittori Filippo Randazzo (1692-1748)  e Francesco Ferrigno (1686-1766) e la statua lignea di Sant’Elena di autore ignoto, datata intorno al XVII sec.

 

 

 

Nella Chiesa del Crocifisso si trova l’antico Crocifisso ligneo che, secondo la tradizione, fu miracolosamente ritrovato nel 1625. Il SS.Crocifisso viene festeggiato solennemente il 13, 14 e 15 settembre. Il suo simulacro viene portato in processione per le vie del paese su una pesante ed imponente struttura lignea: la Vara, conservata in un apposito edificio sul retro della Chiesa. Il campanile, distrutto dai fulmini, venne ricostruito grazie all’intervento di alcune famiglie benestanti, come si evince da una lapide posta alla sua base. Nel 1837 la popolazione di Montemaggiore scampò alla diffusione massiccia del colera in seguito alle accorate preghiere rivolte al SS.Crocifisso, che a seguito di tale evento fu eletto compatrono del paese. Fu inoltre considerato un fenomeno prodigioso il fatto che l’imponente frana del 1851, che distrusse gran parte del centro abitato, non intaccò minimamente la struttura della Chiesa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                          

 


 

Palazzo Saeli 

 

Sulla Piazza Basilica, accanto alla Chiesa Madre, sorge l'imponente palazzo appartenente alla famiglia Saeli, una delle più facoltose ed antiche famiglie di Montemaggiore. Costruito tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, il palazzo presenta un prospetto bugnato e massiccio, geometricamente ordinato secondo lo stile Rinascimentale. All'interno dell'antico edificio quasi tutte le stanze sono arricchite da affreschi e preziose carte da parati.

 

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Palazzo del Principe

 

Travolto da una frana lenta ed inesorabile, nel 1851 crollò l’originario Palazzo del Principe insieme ad una parte significativa e consistente del centro abitato del paese. L’attuale Palazzo del Principe era un convento di suore Benedettine che nel 1867 fu abbandonato dalle stesse probabilmente perché in stato precario. La principessa Lucrezia Migliaccio, citando un atto del 1634, con il quale cedeva alle benedettine in “usufruendum” l’edificio in abbandono, ne pretese la riacquisizione. L’atto in realtà si riferiva al primo monastero che crollò nel 1764, ma i Baucina ebbero comunque la proprietà di quest’edificio che venne ristrutturato ed ultimato (1775) e cui venne annesso un teatro (1781). Il prospetto del Palazzo venne curato e progettato dall’ingegnere Ignazio Greco.

 

 
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Il Palazzo ha un fronte di 40 m. ca. su Largo del Principe, oggi Largo Giovanni XXIII, ed ha uno spazio retrostante circondato da mura nel quale vi era il maneggio ed il giardino. Oggi il Palazzo è proprietà di alcuni privati e per circa un decennio è stato utilizzato, nella parte accessibile al pubblico, per ospitare il suggestivo “Presepe vivente” di Montemaggiore che con le ricostruzioni di varie ambientazioni, a corollario dell’elemento centrale della Natività,  riproponeva ai visitatori ogni elemento caratterizzante il lavoro artigiano, contadino e casalingo facendo rivivere gli antichi mestieri ed i lavori agro-pastorali con l’uso di strumenti, arnesi e arredi recuperati e così riutilizzati  in un ambiente storico molto suggestivo ma purtroppo oggi in fase di degrado.

 



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