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consiglio comunale on-line

Conoscere Montemaggiore

Lo scenario naturalistico e la nostra storia

 

Montemaggiore Belsito

Un affascinante scenario naturalistico: in primo piano la zona collinare su cui si adagia l'abitato di Montemaggiore e sullo sfondo il Monte San Calogero, riserva naturale orientata. Il sistema montuoso del San Calogero è un poderoso massiccio caratterizzato da un paesaggio molto vario per la presenza di diversi tipi di ambienti naturali e da un netto contrasto fra le zone più alte, accidentate e selvagge, e le zone a valle, caratterizzate dalla dolce morfologia tipica delle zone collinari.

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                                   panorama pineta smallIl centro abitato visto dalla Pineta, alle falde del Monte Roccellito

 ed una suggestiva immagine di  Montemaggiore nella stagione invernalepanorama neve small 

        


Montemaggiore Belsito dista da Palermo circa 70 km. E' situato nella regione occidentale delle Madonie a 516 metri s.l.m., nella fertile vallata delimitata dai fiumi Torto ed Imera settentrionale. Il territorio comunale si trova in quella che anticamente gli arabi chiamavano Val di Mazzara, all’interno della Riserva Naturale Protetta del bosco di Favara e Granza, istituita nel 1997 e gestita dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana.Tale riserva naturale, che si estende anche nei territori dei Comuni limitrofi è stata inaugurata il 18 maggio 2009, data in cui ufficialmente è stata consegnata alla fruizione la parte attrezzata con i percorsi, le zone di sosta e di osservazione. La zona A ha un’estensione di 1.884,12 ettari e la zona B, più esterna, si estende per 1.093,38 ettari con una superficie totale di circa tremila ettari.



Ritrovamenti di pietre tombali fanno supporre la presenza dell’uomo sin dalla preistoria nella zona che va da San Giovanni al Mulino IscaQuesta zona è ricca d'acqua e di vegetazione ed è quindi adatta ad essere abitata sin dai tempi più antichi.  

                  

La vallata che va da San Giovanni ad Isca conta dei resti di alcuni mulini ad acqua anticamente utilizzati per macinare il grano ed altri cereali. In località Palisi sono stati inoltre rinvenuti reperti di ceramica e blocchi di pietra databili al periodo tra il IV ed il V secolo D.C.  Documenti attestano l’esistenza di un centro abitato nel periodo normanno (1139).  Sul Monte Roccellito sono stati individuati i resti di un castello o “Torre”. Unico indizio dell’esistenza di un fortilizio in età Normanna è l’attestazione del 1159 di un “Gervasius de Monte Majori “. L’esistenza di “un“Castellum” oltre al luogo abitato è documentata con certezza solo nella metà del XIII secolo. L’insediamento sparisce nel corso del XIV secolo; nel 1409 Montemaggiore era detto “Feudum, olim casale”. Questo è quanto afferma Ferdinando Maurigi nel libro “Castelli medievali in Sicilia”- Sellerio 1992. Una ricognizione archeologica nel territorio di Montemaggiore ha localizzato il probabile “Castellum” sul monte Roccellito in contrada Piana Forgia a circa 800 metri di quota. Ben visibile ancora oggi la base di una torre a forma circolare con tracce delle mura perimetrali larghe in certi punti circa 2 metri. Numerosi cocci di prato-majolica datati intorno al (1200) confermano l’esistenza del castello nel XIII secolo. Dall’alto il castello controllava il casale, il monastero cluniacense e l’area dei mulini. Altri siti archeologici sono stati trovati dall’archeologa Rosa Maria Cucco che ha effettuato una ricerca sulla vallata che da San Giovanni porta alla foce del fiume Torto. Alcuni di questi siti si trovano nel territorio di Montemaggiore in contrada Favara e San Giovanni. Reperti archeologici avvalorano la tesi che il popolamento del territorio di Montemaggiore sia avvenuto prima del XII sec. con la presenza di un “casale” (piccolo centro abitato rurale) e che il luogo sia stato in mano ai Bizantini e poi agli Arabi, conseguentemente all’invasione dell’Isola. Nella seconda metà del XIII sec. Montemaggiore, come molte terre dell'Isola in quel periodo, è ripopolata da contadini montanari delle Madonie, dopo il verificarsi di un graduale spopolamento che seguì l'abbandono del monastero cluniacense che vi sorgeva. Alla fine del XIII sec. Montemaggiore è già innalzato al rango di "terra". È a partire dal 1410 che si ha notizia di un monastero benedettino fondato dai Ventimiglia. In tal periodo Montemaggiore apparteneva, come feudo, a Riccardello Filangeri, che nella prima metà del XIV sec. lo aveva avuto dal conte Francesco Ventimiglia in cambio del castello di Sperlinga. A partire da questo periodo fino alla seconda metà del XVI sec. Montemaggiore non dà segni di ripopolamento. Nel 1598 Montemaggiore divenne "Marchesato" per concessione di re Filippo II a favore di Mariano Migliaccio Ventimiglia. Anche Montemaggiore, pur se nell'entroterra isolano, è toccato dal vasto processo di urbanizzazione territoriale della Sicilia, avvenuto tra il XVI e il XVIII sec. e più precisamente prima del 1600 anche a causa del fenomeno, assai diffuso in tale periodo, dell'emigrazione interna. Nel 1624, Montemaggiore contava 185 case e 964 abitanti e nel 1652 si contavano 303 case e 1.260 abitanti e di certo doveva essere centro di qualche rilievo se nella prima metà del XVII sec. vantava un monastero, un convento benedettino e almeno tre chiese. Il processo di crescita dell'abitato è ormai avviato poiché il suo territorio, vasto e fertile, è elemento di attrazione per la popolazione contadina dei vicini centri madoniti. Nel 1851 il centro abitato venne in parte cancellato da una frana. Molto diffusa era la "casa terrana", di concezione semplicissima (monolocale), nella quale si sommavano tutte le funzioni dell'abitare (abitazione per eccellenza dei poveri) venendo a mancare, in questa fase iniziale, quella classe medio - borghese che, molto più tardi, darà vita ad una edilizia meno povera. L'idea di abitazione come rappresentanza di uno stato sociale affiorerà nel 1700 ma, anche allora, rimarrà a Montemaggiore Belsito un fatto notevolmente marginale. Gli elementi che emergono dal tessuto urbano sono le Chiese, il Palazzo Baucina ed il Palazzo Saeli. L’appellativo di “Belsito” dato al nome “Montemaggiore” dopo l’Unità d’Italia, è un vero e proprio attestato alla sua splendida posizione geografica di centro adagiato armoniosamente sul morbido declivio della collina ai piedi del Monte Roccellito che, con la sua Pineta, è senza dubbio un contesto d’indiscussa bellezza dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Il Comune conta circa 3600 abitanti e ha una superficie di 3.200 ettari. Grazie ai suoi vasti pascoli, il territorio è ricco di allevamenti di bovini e di ovini. Nel settore agricolo annovera una forte produzione di cereali e legumi. Si coltivano vigneti, oliveti e cereali e l’agricoltura, insieme all’allevamento,  rappresenta ancor oggi una delle principali risorse dell’economia locale. Tra le lavorazioni artigianali spicca quella del ricamo. 


Per approfondimenti e notizie sulla storia di Montemaggiore si rimanda al volume di recente pubblicazione del Prof. Giovanni Mendola "Il paese dei Migliaccio - Montemaggiore Belsito dall'età normanna all'Unità d'Italia"

Officine Tipografiche Aiello & Provenzano- Bagheria (Pa) 2010.

 


 

 


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